Grafica

Noorda: un grafico al servizio della funzione

By 8 Giugno 2011 8 Comments

Tutto è grafica.
Ciò che vediamo, i vestiti che indossiamo, i posti che frequentiamo…
Tutto ha un segno grafico.

Non è scontato che sia bello ma c’è. Troppi credono sia solo pura estetica, al contrario ci introduce in un mondo di simboli e icone utili alla vita quotidiana.
E’ il semaforo rosso: un segno convenzionalmente riconosciuto.
L’icona di un programma della lavatrice: un altro segno.
Il simbolo di SOS… e molti altri.

Bob Noorda nasce ad Amsterdam nel 1927 e lavora a Milano, attirato dalla rivoluzione culturale. E’ stato uno dei primi ad intuire che l’identità dell’azienda va ben oltre il semplice logo, e deve prevedere la coerenza delle sue parti, dal prodotto alla struttura architettonica. Allo stesso tempo la creazione di un marchio deve tenere conto soprattutto dell’aspetto culturale costitutivo dell’azienda. In questo modo si può creare un’immagine che duri nel tempo e superi le mode passeggere. “Non si può raccontare come vengono le idee. Posso solo dire che è un processo lento, solitario, di creazione e decantazione per trovare la sintesi assoluta. Questo è il difficile. Questo cerco di insegnare ai miei allievi che sono impetuosi, buttano giù subito un’idea e pensano di aver trovato la soluzione”.

Uno dei lavori per cui Noorda è famoso in tutto il mondo è il progetto della segnaletica della metropolitana di Milano. L’architetto Franco Albini scelse Noorda come suo collaboratore nella creazione di una simbiosi tra l’architettura e la segnaletica necessaria ai viaggiatori. Il risultato è la nascita delle famose fasce colorate che identificano le diverse linee. La sostituzione dei cartelli indicanti i nomi delle fermate con la fascia colorata consente una percezione immediata delle informazioni utili. Le fasce sono alte 25 centimetri e ripetono il nome della fermata ogni 5 metri consentendo al viaggiatore un affabile lettura anche con il mezzo in movimento. Hanno una verniciatura opaca per evitare fastidiosi riflessi dell’illuminazione sotterranea e un font specifico creato appositamente da Noorda per facilitarne la lettura in velocità.

Ora la metropolitana di Milano non è più come l’aveva pensata Noorda a causa di ristrutturazioni successive ma il sistema rivoluzionario è stato utilizzato in diverse metropoli come New York e San Paolo del Brasile.

Il carattere del grande grafico è creare segni che durano nel tempo, Noorda ha creato più di un segno di questo tipo, basti pensare ai loghi di Eni, Feltrinelli e Regione Lombardia. Noorda ha dichiarato: “Del logo della regione Lombardia, ricordo che Munari mi disse “è un logo giusto: ha forza, si memorizza bene, anche un bambino riuscirebbe a ricordarlo””.

8 Comments

  • Carlo ha detto:

    Buon pomeriggio,

    vorrei avere una informazione: quale è il font usato nelle Metropolitane di Milano.

    Mi spiego meglio, secondo voi che font è quello usato nelle seguenti locandine ( mi riferisco al nome della stazione cmq credo sia creato tutto con il medesimo font)
    http://www.atm-mi.it/it/IlGruppo/CampagnePubblicitarie/PublishingImages/Loc_rinnovostazioni7.jpg

    http://www.atm-mi.it/it/IlGruppo/CampagnePubblicitarie/Pagine/CampagnaRinnovoStazioni08.aspx

    Grazie

  • Carlo ha detto:

    Buon pomeriggio,

    vorrei avere una informazione: quale è il font usato nelle Metropolitane di Milano.

    Mi spiego meglio, secondo voi che font è quello usato nelle seguenti locandine ( mi riferisco al nome della stazione cmq credo sia creato tutto con il medesimo font)
    http://www.atm-mi.it/it/IlGruppo/CampagnePubblicitarie/PublishingImages/Loc_rinnovostazioni7.jpg

    http://www.atm-mi.it/it/IlGruppo/CampagnePubblicitarie/Pagine/CampagnaRinnovoStazioni08.aspx

    Grazie

  • Carlo ha detto:

    Scusate il secondo link è il seguente:
    http://www.atm-mi.it/it/IlGruppo/CampagnePubblicitarie/PublishingImages/Loc_rinnovostazioni5.jpg

    se potete unite pure i 2 commenti

    Grazie.

    • Maria ha detto:

      Eccoci ritornati dalle ferie!

      Noorda decise di partire dal font Helvetica (carattere di nuova concezione che all’epoca stava spopolando) ma su questo fare accorgimenti e modifiche che consentissero una veloce lettura anche con il mezzo in movimento.
      Ridusse ascendenti e discendenti, attenuò le curve, adattò la spaziatura per favorire una maggiore leggibilità.
      Decise di verniciare la segnaletica con una mano di opaco per contrastare la riflessione dell’illuminazione interna delle gallerie (ora è stata riverniciata lucida…) e di utilizzare il carattere in negativo, bianco su sfondo colorato, affinché possa risultare chiaro a colpo d’occhio la linea della metro sulla quale stiamo viaggiando.

      Purtroppo gli ultimi lavori che sono stati fatti alla metro di Milano hanno interessato anche la segnaletica.
      Sono state apportate leggere variazioni, tra cui la distanza tra i caratteri e la lucidatura non più opaca delle insegne.
      Queste modifiche, minime all’occhio di un profano, hanno comunque sconvolto l’equilibrio che Noorda era riuscito a ricreare…

  • Carlo ha detto:

    Scusate il secondo link è il seguente:
    http://www.atm-mi.it/it/IlGruppo/CampagnePubblicitarie/PublishingImages/Loc_rinnovostazioni5.jpg

    se potete unite pure i 2 commenti

    Grazie.

    • Maria ha detto:

      Eccoci ritornati dalle ferie!

      Noorda decise di partire dal font Helvetica (carattere di nuova concezione che all’epoca stava spopolando) ma su questo fare accorgimenti e modifiche che consentissero una veloce lettura anche con il mezzo in movimento.
      Ridusse ascendenti e discendenti, attenuò le curve, adattò la spaziatura per favorire una maggiore leggibilità.
      Decise di verniciare la segnaletica con una mano di opaco per contrastare la riflessione dell’illuminazione interna delle gallerie (ora è stata riverniciata lucida…) e di utilizzare il carattere in negativo, bianco su sfondo colorato, affinché possa risultare chiaro a colpo d’occhio la linea della metro sulla quale stiamo viaggiando.

      Purtroppo gli ultimi lavori che sono stati fatti alla metro di Milano hanno interessato anche la segnaletica.
      Sono state apportate leggere variazioni, tra cui la distanza tra i caratteri e la lucidatura non più opaca delle insegne.
      Queste modifiche, minime all’occhio di un profano, hanno comunque sconvolto l’equilibrio che Noorda era riuscito a ricreare…

  • Carlo ha detto:

    Grazie Maria per la risposta e soprattutto per l’ ultimo paragrafo.

    Mi viene da pensare: ma se un tale progetto che come dite nella sua impostazione fu pensato da un genio, PERCHE’ ritoccare il tutto.

    E di più: ma questi “aggiornamenti” al lavoro di Noorda sono state appaltate a chi? E chi le ha appaltate sapeva quel che faceva…?

    Cmq sia le tue indicazioni tecniche su come Noorda ha utilizzato il font sono molto preziose.

    Alla proxima

    C.

  • Carlo ha detto:

    Grazie Maria per la risposta e soprattutto per l’ ultimo paragrafo.

    Mi viene da pensare: ma se un tale progetto che come dite nella sua impostazione fu pensato da un genio, PERCHE’ ritoccare il tutto.

    E di più: ma questi “aggiornamenti” al lavoro di Noorda sono state appaltate a chi? E chi le ha appaltate sapeva quel che faceva…?

    Cmq sia le tue indicazioni tecniche su come Noorda ha utilizzato il font sono molto preziose.

    Alla proxima

    C.